LA CASA DALLE FINESTRE CHE RIDONO (FORSE)

LA CASA

 

“Se vuoi cominciare a capirci qualcosa devo portarti in un posto…c’è una casa dalle finestre che ridono.”

LA CASA DALLE FINESTRE CHE RIDONO (P.Avati-M.Costanzo)

La casa dovrebbe essere il luogo della propria sicurezza per antonomasia; ci sentiamo protetti e sicuri quando siamo al suo interno, anche col buio, anche con la notte. Ma questo se la casa è la nostra, se la si vede come muro protettivo, guscio e corazza embrionale. Ma se la casa è a noi estranea, terrorizza più d’ogni altra cosa, perchè rappresenta il senso di sicurezza stravolto, invertito. E a ben pensare ciò che ci spaventa non è quello che potrebbe esserci all’interno o ciò che potrebbe uscirne fuori, ma è la casa stessa a farci paura, come se fosse un’entità organica viva e pensante.

L’uso pesante del contrasto serve a mettere in risalto il buio cupo della notte, simbolo dell’ignoto, con l’agghiacciante luce che mostra la vecchia casa di montagna; luce usata con un taglio che ne fa intravedere solo una parte, per rendere l’atmosfera ancora più misteriosa, inquietante. Il tutto viene sospeso nello spazio tempo: la casa è li, che attende…noi o qualcun’altro che decida di non tornare indietro.

PHOTO: DANIELE INDIO MANENTE

ASSIST: EDOARDO BUSETTO

SET: THE BIG DINNER (2011)

COPYRIGHT: DANIELE INDIO MANENTE

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